Employee Retention (o HR Retention): riconoscere i talenti non basta, occorre trattenerli!

L’Employee Retention (o HR retention) è la capacità dell’impresa di trattenere i propri dipendenti.

Può sembrare una cosa banale. Non lo è così tanto se pensiamo che, secondo l’ultimo report “Securing the Future of Work” di Kaspersky, il 32% dei dipendenti italiani sta pensando di cambiare lavoro.

 

RICERCA E SELEZIONE DEL PERSONALE: SOLO IL PRIMO STEP

In questi ultimi mesi ho lavorato tantissimo, per svariate aziende, sulla selezione del personalePer le aziende il momento della ricerca e selezione di una nuova figura da inserire sul posto di lavoro è un momento fondamentale e delicato.

Occorre una concentrazione profonda per riuscire ad inserire la persona giusta per quel ruolo, per quel team, per quell’azienda e per le necessità della stessa.

Facile a dirsi, complesso a farsi. Ma non è questa la sede per parlare di recruitment, ho già approfondito il tema in un altro articolo (Il recruitment e i suoi due punti di vista).

Ora, supponiamo che la selezione sia andata a buon fine, che sia stata trovata la risorsa giusta al momento giusto e che l’azienda sia soddisfatta del nuovo inserimento.

Benissimo! E ora? Che si fa? Uno pensa che la parte più complessa sia finita, ma si sbaglia completamente!

Oltre alle tematiche dell’onboarding e dell’engagement aziendale, dinamiche cardinali che entrano in campo in seguito ad un nuovo inserimento in azienda c’è un concetto che, da addetta ai lavori, voglio affrontare.

 

L’EMPLOYEE RETENTION: la capacitÀ DELL’IMPRESA DI “TRATTENERE” I PROPRI DIPENDENTI.

Con il termine employee retention si fa riferimento alla capacità di un’organizzazione di trattenere i propri dipendenti all’interno dell’azienda, una volta che sono stati selezionati.

Nonostante sia spesso rappresentata da un semplice dato statistico (employee retention rate), è in realtà il frutto di una serie di politiche aziendali che permettono all’impresa di accrescere il livello di soddisfazione dei propri dipendenti ed ottenere un importante vantaggio competitivo sulla concorrenza”.

 

LE SPESE DI UN’AZIENDA CHE NON LAVORA SULL’EMPLOYEE RETENTION

Il mancato benessere dei dipendenti può influire sulla stabilità economica e strutturale dell’azienda. E questo è solitamente sintomo di problematiche più profonde che bisogna a tutti i costi debellare se si vuole prosperare.

Il turnover dei dipendenti ha un grandissimo e gravissimo impatto sull’impresa. Il dipendente può aver abbandonato l’azienda per svariati motivi (malessere psicologico, difficoltà relazionali nel team, mobbing, per motivi economici, ecc.). Non si considera però che questo continuo sostituire costa molto di più dello stipendio del nuovo lavoratore.

Vanno sommate anche:

  • le spese per sostenere l’iter di selezione e valutazione dei profili;
  • il costo – in termini di tempo – per formare la nuova risorsa;
  • il costo – in termini di energia – per fare sentire la nuova risorsa integrata il più possibile, soprattutto nei primi giorni;

e così via.

Queste spese, non immediatamente tangibili, impattano fortemente sul bilancio e sulle persone che lavorano in azienda. L’Employee Retention è un meccanismo che ogni azienda può (anzi, deve!) migliorare costantemente.

 

COME IMPEDIRE CHE CI SIA TURN OVER AZIENDALE?

Un buon punto di partenza è quello di lasciare un’ottima prima impressione ai candidati che vengono in contatto con l’azienda.

Se ci riflettiamo bene sappiamo che la prima impressione sul candidato è di grande importanza per l’azienda. Ma è vero anche il contrario. La prima impressione che il candidato ha dell’azienda è in grado di influenzarlo positivamente o negativamente e quindi di influenzare la sua scelta lavorativa.

Inoltre importantissimo è il focus sull’utilizzo delle tanto nominate Soft Skills. Si definiscono Soft Skills tutte quelle capacità trasversali che ci permettono di entrare in una relazione profonda con la persona che abbiamo davanti, sia essa un nostro familiare, amico o collega.

Una buona consapevolezza delle Soft Skills, la percezione di essere tutti parte di un’unica squadra, la voglia di collaborare e cooperare, sono tutti aspetti che influenzano positivamente l’Employee Retention.

 

EMPLOYEE RETENTION: L’IMPORTANZA DI LAVORARE SUL LUNGO TERMINE

In collegamento a quanto appena detto, il rafforzamento delle relazioni a lungo termine con i dipendenti “è una necessità per qualsiasi organizzazione che mette al proprio centro i talenti”. Costruire una solida comunità e incrementare l’engagement dei dipendenti, costruendo delle relazioni solide, “è la chiave del successo”.

È necessario ricordare inoltre che le relazioni sono sempre bidirezionali.

Le aziende e gli imprenditori delle stesse devono porre attenzione alle esigenze, alle preoccupazioni e alle ambizioni dei dipendenti. Questo ha il fine di facilitare un buon work-life balance evitando di pensare solamente a quello che i lavoratori possono fare per loro e per il loro business.

In altre parole e per riassumere: le organizzazioni sono costituite da persone, ognuna delle quali è diversa, che lavorano sotto lo stesso tetto e per lo stesso obiettivo. Saper gestire le proprie Risorse Umane garantirà all’impresa un successo in termini di benessere aziendale e di fatturato.

 

Dottoressa Alice Vignudini

 

Contattaci per maggiori informazioni:
Cell. 347 7087583
info@r-consulting.it
www.r-consulting.it

Per saperne di più scrivi a info@r-consulting.it

 

The great resignation – Cos’è e come fermarla

I dati pubblicati qualche tempo fa da Aidp, l’Associazione Italiana Direzione Personale, sono inequivocabili: le dimissioni volontarie interessano il 60% delle aziende, riguardano diverse posizioni e coinvolgono principalmente le aree dell’informatica e del digitale, la produzione, il marketing e le vendite.

A scegliere di cambiare lavoro sono soprattutto i lavoratori fra i 26 e i 35 anni, perlopiù impiegati in aziende del Nord Italia. Ad alimentare la cosiddetta “great resignation” concorrono in modo particolare la ricerca di uno stipendio più soddisfacente e la speranza di trovare un migliore equilibrio fra vita privata e lavoro.

Il mondo del lavoro “post” pandemia riflette cambiamenti segnati da fattori sempre più rilevanti come lo smart working e il work-life balance, e ora deve fare i conti con questa nuova variabile. Ciò che si legge fra le righe di questo fenomeno in forte sviluppo è l’evidente solco venutosi a creare fra gli esponenti della generazione “baby boomer” (i cinquantenni di oggi), che spesso occupano le posizioni al vertice all’interno delle aziende, e quella dei millennial e della Generazione Z, i più giovani.
Le motivazioni che inducono alle dimissioni volontarie non sono sempre del tutto scontate.

È però certo che i lavoratori italiani hanno condotto, in questi ultimi mesi, una profonda riflessione su priorità, carriera e obiettivi professionali, riportando al centro l’interesse per il benessere, il coinvolgimento e i valori fondanti della vita. Non solo lavoro, insomma.

Sono dunque varie le ragioni principali per cui i lavoratori scelgono di lasciare un’organizzazione, e spaziano dalle relazioni professionali con i colleghi e i superiori all’aumento dello stipendio, dalla ricerca di un impiego più interessante ai valori aziendali in cui identificarsi, dal tempo da dedicare a sé stessi alla possibilità lavorare da remoto, dalle opportunità di carriera a quelle di specializzazione in un ambito di interesse, dal clima aziendale al desiderio personale di cambiare e fare nuove esperienze.

Ciò che occorre, da parte dei lavoratori e delle aziende, è una buona dose di flessibilità, una buona apertura mentale e la capacità – di ciascuno – di adattarsi al cambiamento.
In altre parole… occorre sempre più intelligenza emotiva.

Contattaci per maggiori informazioni:
Cell. 347 7087583
info@r-consulting.it
www.r-consulting.it

Per saperne di più scrivi a info@r-consulting.it

 

Sostenibilità in azienda

Ormai è noto che sono pochissime le aziende che non hanno attivato, negli ultimi anni, progetti sulla sostenibilità. Il People management sostenibile inizia da modelli trasparenti, meritocratici e flessibili, orientati all’autonomia.

È stata svolta un’indagine che ha coinvolto 200 aziende, ed è emerso che il 64,5% del campione si è dichiarato interessato al tema o in una fase iniziale di attivazione di politiche o progetti di sostenibilità, mentre il 29% delle imprese le/li ha già attivate/i.

Tutte le aziende del campione hanno al proprio interno persone che si occupano della sostenibilità: il 27% ha istituito un ruolo ad hoc, il 32% lo fa ricadere nei compiti della CSR, il 39,7% sui ruoli di governance. Solo il 6,5% del campione, in gran parte pmi, si è dichiarato inattivo o non interessato alla tematica.

👉 Scopri di più sulle tematiche della sostenibilità, in ambito HR, con noi di R-Consulting!

Contattaci per maggiori informazioni:
Cell. 347 7087583
info@r-consulting.it
www.r-consulting.it

Per saperne di più scrivi a info@r-consulting.it

 

Webinar 23/02 – “Oltre i propri ostacoli: una storia di Rinascita Lavorativa”

Ecco una parte del webinar: “Oltre i propri ostacoli: una storia di Rinascita Lavorativa”

L’importante testimonianza di Davide Boschini in cui ci racconta la sua storia di rinascita lavorativa, di come anche nei momenti più difficili ci si può rialzare con il giusto supporto.
Noi di R-Consulting lo ringraziamo per il suo prezioso intervento sperando possa essere d’aiuto e di incoraggiamento.

Contattaci per maggiori informazioni:
Cell. 347 7087583
info@r-consulting.it
www.r-consulting.it

Per saperne di più scrivi a info@r-consulting.it

 

Yolo Economy

Quali sono i principi cardine della YOLO ECONOMY al lavoro?

➡️ Orari flessibili
➡️ Luoghi di lavoro meno tradizionali
➡️ Lavoro in linea con le proprie attitudini
➡️ Tempo per dedicarsi alle proprie passioni.

Le aziende si trovano così ad interfacciarsi con persone slegate dal concetto classico di lavoro, dipendenza, gerarchia e chiedono a gran voce flessibilità, lavoro da casa così da gestire in autonomia gli orari di lavoro e gestire al meglio lo stress.
Sperimentare lo smart working, acquisire nuove skills ha dato più potere ai lavoratori che hanno avuto modo di mettersi alla prova, imparare a gestire il tempo e a districarsi tra riunioni, call e mille impegni.

Questo è il terreno fertile su cui fonda la Yolo Economy, propensione al rischio e voglia di mettersi in gioco.
Si è sviluppata una nuova consapevolezza, ricerca del benessere anche nell’ambiente di lavoro dopo mesi segnati da ansia e preoccupazioni. Secondo il New York Times tra le persone intervistate il 46% si sente sotto stress e il 23% dichiara addirittura di non sentirsi più in grado di fare il proprio lavoro e di avere la necessità di cambiarlo.

Per saperne di più scrivi a info@r-consulting.it

 

Bilancio di Sostenibilità

La dichiarazione non finanziaria, meglio conosciuta come Bilancio di Sostenibilità, contribuisce a misurare e monitorare l’impatto della tua impresa sull’ambiente e sulla società, e a rendicontare gli impegni e i risultati raggiunti.

 

Il Bilancio di Sostenibilità è un documento che contiene le valutazioni in merito all’impatto economico, ambientale e sociale della tua azienda. Anche se non è obbligatorio, serve come criterio di selezione da parte di investitori, banche e grandi aziende.

Anticipa il momento in cui il Bilancio di Sostenibilità sarà obbligatorio per tutti e preparati con noi per avere un vantaggio sulla concorrenza!

 

Quali sono i vantaggi aziendali del Bilancio di Sostenibilità?
• Migliorare la reputazione aziendale;
• Avere la possibilità di accedere a mutui e finanziamenti per poter investire;
• Rafforzare l’immagine aziendale mostrandosi consapevoli e responsabili nei confronti dell’ambiente.

Quali informazioni contiene la dichiarazione non finanziaria?
• Temi ambientali: impiego di risorse idriche ed energetiche, identificando quelle che sono prodotte da fonti rinnovabili e non rinnovabili;
• Temi sociali: impatto sull’ambiente, sulla salute e sulla sicurezza, derivante da attività attuali e previste per il futuro;
• Personale dell’azienda: attività svolte per assicurare la parità di genere e un clima di benessere all’interno dell’ambito lavorativo;
• Rispetto dei diritti umani: azioni intraprese per impedire che i Diritti Umani vengano violati;
• Lotta alla corruzione attiva e passiva.

Per saperne di più scrivi a info@r-consulting.it

 

Società autorizzata dal Ministero del Lavoro per la Ricerca e Selezione del Personale – Prot. 13/I/0004474 e per il Ricollocamento Professionale Prot. 39/0002719/Ma004.A003

Newsletter